Una “eccezionalità coloniale”1? di Isabella Zanettini Indice Introduzione1. La colonia più antica: fra colonizzazione e…
Aquesta no ès “Ibiza”,ès Eivissa
L’erosione della lingua e cultura catalana a causa del turismo di massa di Elia Emanuele…
Big Data e Supercomputer: Fondamenti del Cybercomunismo
William Paul Cockshott sostiene che il socialismo del XX secolo non è riuscito a progredire verso il comunismo, causando la crisi dell’URSS. Sostiene che il comunismo richiede uno sviluppo tecnologico specifico, raggiunto solo verso la fine del secolo. L’autore critica anche i fraintendimenti sovietici sul comunismo, proponendo un diverso modo di intendere le fasi di transizione economica necessarie per la realizzazione del comunismo. Evidenzia che la produzione socialista, pur condividendo simili modalità produttive al capitalismo, differisce nei rapporti sociali. Infine, Cockshott esplora come le nuove tecnologie, come i supercomputer e Internet, possano facilitare un futuro comunista.
Sfidare i Terrapiattisti dell’Immigrazione con De Haas
Il libro di Hein De Haas, “Migrazioni. La verità oltre le ideologie”, sfida la narrativa comune sulle migrazioni, sostenendo che le convinzioni diffuse sono basate su miti infondati. De Haas, un esperto di migrazioni, dimostra con dati che la percentuale di migranti sulla popolazione globale è stabile, con l’Europa che ha visto un cambiamento nei flussi migratori piuttosto che un aumento. L’immigrazione è spesso incentivata dalle esigenze economiche delle società occidentali e la militarizzazione delle frontiere crea paradossi che aumentano i flussi migratori. La questione dell’immigrazione va affrontata considerando sia la realtà sociopolitica sia le disuguaglianze economiche, per una comprensione più equilibrata e giusta del fenomeno.
Indagine sul lavoro algoritmico
Il libro di Craig Gent Cyberboss. The rise of algorithmic management and the new struggle…
Sergio Bellucci: lavoro implicito, taylorismo digitale ed e-work. Concetti per comprendere le trasformazioni del lavoro
Sergio Bellucci, nel suo libro “E-work” del 2005, analizza come la digitalizzazione ha trasformato radicalmente il lavoro e le relazioni sociali, spostando il focus dalla manualità umana all’automazione e all’informatizzazione. Propone il concetto di taylorismo digitale, dove il lavoro vivo diventa un residuo di un sistema produttivo sempre più automatizzato. Bellucci evidenzia l’emergere del lavoro implicito, una forma di lavoro non riconosciuta, e promuove la necessità di ripensare i modelli di produzione in un contesto di crescente mercificazione del sapere. La crisi del Covid-19 ha accelerato queste dinamiche, richiedendo una nuova consapevolezza.
Cina: quando il petrolio brucia a Hormuz
Indice La Cina tra autonomia energetica e il rischio dello stretto di HormuzSommarioAnatomia della rediviva…
Lavoro e conflitto nell’industria automobilistica cinese
La complessità della trasformazione dell’industria automobilistica cinese delinea una traiettoria che non ha eguali nel…
Il petrolio e l’economia dipendente del Venezuela
1. La dipendenza venezuelana dal petrolio in Salvador De La Plaza Il libro El petróleo…
Lotta di classe e delocalizzazioni in Cina
Il saggio di Pun Ngai e Sam Austin che apre il libro Striking to Survive:…
