Chi Siamo

Il Collettivo Le Gauche non costituisce testata giornalistica, non ha comunque carattere periodico ed è aggiornato secondo disponibilità e reperibilità di materiali, pertanto, non può essere considerato un prodotto editoriale, ai sensi della L.N. 62 del 07.03.2001. Le immagini sono quasi tutte tratte da Internet, qualora il loro uso violasse i diritti d’autore, lo si comunichi all’indirizzo della Redazione, che provvederà alla rimozione. Gli articoli firmati riflettono esclusivamente le opinioni degli autori. La diffusione dei testi pubblicati in questo sito è concessa a condizione che vengano citati gli autori e l’URL di riferimento.

Il Collettivo Le Gauche è un collettivo di ricerca indipendente composto da autori dell’area socialista e libertaria. Nati tra il 2015 ed il 2016, con all’attivo oltre 600 tra articoli, interviste e saggi, abbiamo collaborato con esperti di caratura internazionale e conduciamo fruttuosi rapporti con alcuni dei più importanti gruppi di ricerca a livello nazionale.

Le nostre aree di maggior interesse sono la sociologia in ogni sua declinazione, l’economia politica e la sua storia, la filosofia politica e la filosofia della scienza, con la quale abbiamo un continuo confronto. Chi scrive per noi sono studenti, ricercatori, esperti di settore, lavoratori impegnati e sindacalisti. Per noi può scrivere non solo chi è in organico, bensì le collaborazioni con l’esterno sono ben auspicate. Hanno scritto o collaborato per noi innumerevoli esponenti del mondo della ricerca. Tra i tanti ricordiamo Toni Negri, Makoto Itoh, Gianfranco La Grassa, Alain Badiou, Boris Kagarlinski, Sergio Bologna, Riccardo Bellofiore, Paul Cockshott etc.

È nostra intenzione garantire la massima valenza scientifica ai nostri lavori, per cui spesso ci collochiamo su posizioni eterodosse rispetto la nostra area politica. Invitiamo perciò al dialogo ed al confronto nei termini delle questioni. In merito ad affiliazioni et similia, ribadiamo la nostra indipendenza ed il nostro sussistere tramite l’autofinanziamento volontario dei membri in organico, fermo restando la possibilità di fare crowdfunding con collaboratori e simpatizzanti per la realizzazione dei singoli progetti. Il piano su cui agiamo è un piano di pura ricerca, trascendente alle militanze territoriali che i singoli membri possono avere. Questa scelta si rende necessaria a causa dell’ipertrofia di gruppi militanti a sinistra: non crediamo che un gruppo in più possa fare qualcosa, se non aprire ad un nuovo e sterile settarismo.    

Vorremmo sviluppare un piano di dialogo collettivo e propositivo, libertario ma mai liberale, per nulla tecnofobo, ma nemmeno tecnocratico, antimperialista, ma non assimilabile al mito del “multipolarismo”: al di là di certi dibattiti, credo ed etichette fossili e demodè. Pensiamo ad un pubblico giovane, prospiciente sia alle nuove formazioni sociali sfruttate dai regimi lavorativi a basso e bassissimo valore aggiunto, che all’imperante cognitariato sempre più presente nel panorama dei subalterni europei.

Fanno parte del nostro organico diretto tanti membri laici quanti appartenenti all’area del sindacalismo, dell’associazionismo minore, oltre che partitico o para-partitico. Nell’eterogeneità di vedute si tenta di sviluppare un piano di analisi quantomeno comune.

I nostri punti di interesse

Punti fondanti che accomunano le nostre direttive di ricerca sono:

  1. La critica all’autonomia del politico di una certa sinistra 
  2. La critica alla visione liberale che fa paio alla prima, per cui stato e mercato siano due istituzioni autonome, conviventi nella stessa nicchia operativa, il cui rapporto si regola nel rispetto delle rispettive istanze decisionali

Al contrario, affermiamo sì che ambedue sono strutture  dinamiche inscindibili che si rifunzionalizzano a vicenda, ma che queste sono solo strutture fenomeniche, la cui scissione è solo apparente e la cui origine emerge dall’operare incessante di networks finalizzati al gatekeeping, eterogenei e stratificati, che impongono i parametri di controllo delle istituzioni tutte e ne modulano le proprie proiezioni locali e globali. Approcciamo una visione funzional-emergentista delle strutture istituzionali e del conflitto, in cui non vi è spazio per facili determinismi di sorta, indi per cui introduciamo un terzo presupposto, ovvero l’affermazione di un paradigma della complessità come rifiuto al causalismo lineare, alle dietrologie che spesso vi stanno in fieri e ai finalismi talmudici.  Ci interessano lo studio di queste meccaniche di individuazione istituzionale, nella fattispecie presentiamo degli esempi:

  • il rapporto tra norma e stakeholder;
  • i meccanismi di integrazione e riqualificazione delle catene valore ed il loro rapporto con corpi sociali e spazi istituzionali, il loro impatto a livello globale e locale, le modulazioni dei corpi intermedi e dello spazio d’azione statutale;
  • Il tema del conflitto e dell’emersione di forme organizzative devianti sulla base dei rapporti sociali di produzione e riproduzione della vita;
  • Il rapporto tra il progresso tecnologico e lo sviluppo economico;
  • Il rapporto tra il progresso tecnologico e lo sviluppo delle forze sociali;
  • Il rapporto tra progresso scientifico, theory design e sviluppo delle agency sociali
  • Il rapporto tra produzione scientifica ed altri regimi di verità;
  • La riforma di una teoria dell’imperialismo fluida, policentrica ma non strettamente dipendente dalla forma statutale;
  • Le catene valore e le strutture dell’imperialismo: confine, lavoro immateriale, fabbrica mondo e lavoro di piattaforma;
  • Piattaforma ed Algoritmo nella fabbrica globale;
  • Teoria del valore, emendazioni, critiche e difese, sia dal punto di vista storico-epistemologico che dal punto di vista modellistico e data-oriented;
  • Complessità e società, nella sua più ampia accezione dalla modellistica alla sociologia, fino all’etologia.

Questo non togliendo nulla a topics ben lontani dall’esser contingenti, come:

  • Gender Studies e Post-colonial Studies
  • Diritto del lavoro
  • Diritto finanziario e diritto commerciale
  • Informatica giuridica e diritto d’autore 
  • Storia della filosofia politica moderna e contemporanea
  • Storia ambientale, economica, contemporanea e moderna
  • Filosofia del diritto
  • Semiotica
  • Antropologia culturale e antropologia filosofica
  • Logica e informatica
  • Filosofia della scienza
  • Storia della filosofia
  • Psicologia e Psichiatria
  • Economia e Statistica
  • Ingegneria energetica e civile

Un piano decennale


Nel nostro programma di comprensione del reale non possiamo non accorgerci dei nuovi agenti ideologici sempre più presenti nel campo mediatico. Tali riescono a trovar strada spianata di fronte alle icone sacre del socialismo novecentesco, inveterato ed oscurantista. Queste con ostentazione ripropongono la loro presenza all’interno dell’universo antagonista italiano, a fronte di una volgarizzazione sempre più elevata del movimentismo e alla sempre più incisiva azione di una certa sinistra piccolo borghese, decisa a destrutturare stato sociale e tessuto produttivo da una parte, tutelando tacitamente categorie corporative, familistiche e parassitarie dall’altra. Di fronte alla difficoltà di una nuova elaborazione culturale socialista, vogliamo porci come obbiettivo decennale la creazione di un think tank che possa di nuovo lavorare su categorie discrete e radicali, come quelle di proprietà, informazione, programmazione e mercato, riproponendole sotto la luce delle più moderne elaborazioni ed applicazioni, forti della nostra profonda eterogeneità di vedute, interpretazioni ed interessi.

Le relazioni strette con esperti internazionali dei settori più diversificati (da quello economico sino a quello filosofico) e l’eterogeneità di vedute da questi presentate aprono alla possibilità di prestarci come spazio di scambio di opinioni ed analisi – anche tra loro antagoniste – non perdendo la nostra identità ma riuscendo a rielaborare criticamente le iniziative come invito alla ricerca; vogliamo aprire alla creazione di una rete epistolare tra esperti, lettori e mediatori, poiché comprendiamo come la produzione di senso possa solo realizzarsi all’interno di nuovi ed inaspettati eventi ed incontri.

L’intransigente obbligo di non mediare più con distinzioni manichee quanto falsate tra socialismo teorico e socialismo pratico ci spinge a valutare il problema che si pone a noi nella sua nudità: se da una parte perciò non accettiamo i presupposti intellettualistici delle molteplici sette, dall’altra comprendiamo come solo una rottura con un certo modo di fare e di intendere l’organizzazione rivoluzionaria, al di là delle facili macchine di disciplinamento e proselitismo e delle ingenue posizioni spontaneistiche, possa in realtà fondare la differenza. Sentiamo la necessità di percorrere nuovi terreni non ancora battuti e adottare modalità nuove ed atipiche di spazializzazione dell’operato.

Le figure che cerchiamo

Cerchiamo autori che possano aumentare l’organico del collettivo. Questi saranno considerati come autori indipendenti, senza alcun vincolo sulla loro appartenenza ad altri gruppi politici né ad altri gruppi di ricerca, né vincolati a cedere parte o la totalità del proprio diritto d’autore pubblicando con noi. Siamo disposti, se richiesto, a poter operare come cassa di risonanza dei propri blogs/portfoli personali selezionando i lavori di nostro interesse, presentandoci come piattaforma di pubblicazione sia di prima che di seconda istanza. Da questo punto di vista, essendo un collettivo di autori indipendenti, viene facile instradare molteplici pubblicazioni private ad una base di lettori affezionati, ricondotte ad una linea editoriale aperta ed i cui limiti constano in massime di buon senso politico e metodologico.

Spendendo qualche parola su queste ultime, e considerando lo statuto di orfano sempiterno che caratterizza la sinistra italiana, non possiamo non esimerci dalla condanna verso i compagni che difendono politiche genocidiarie e di apartheid, così come verso coloro che in nome di un’ anti-americanismo passato per anti-imperialismo, di un terzomondismo feticizzato o di un socialismo patriottardo, tonacale ed identitario, appoggiano o giustificano l’azione del bonapartista di turno, del teocrate o dello stakeholder piccolo-borghese. Il dibattito interno deve rispettare le norme di buona convivenza, in caso di differenze di vedute, cosa auspicabile sarebbe la produzione di elaborati antitetici da pubblicare, come già fatto in numerose occasioni. Ci preme sottolineare l’importanza di una pratica intellettuale che valorizza i network creati sulla base di progetti a scapito di quelli nati sulla base della propria estrazione politico-organizzativa.

In questa cornice, accettiamo non soltanto autori esclusivi, a noi interni, ma anche esterni, collaboratori saltuari o di lungo corso di cui rispettiamo la scelta di rimanere autonomi e con cui intrattenere rapporti di scambio mutualmente proficui.

                   Per gli autori interni,  il loro solo obbligo è accettare queste massime di buon senso e di partecipare ai lavori in base alla loro qualificazione, discuterne con i colleghi ed esplicitare la loro personale policy sul diritto di esclusiva per ogni loro elaborato.  Diamo di default completo diritto di esclusiva per gli elaborati con la possibilità d’esser pubblicati con certificato di scientificità: non è nostro abito aggiungerci ai già tanti vincoli che complicano le pubblicazioni con DOI ai giovani ricercatori – indipendenti o dipendenti – e che spingono spesso a emigrare nell’editoria estera o, in maggior misura, a desistere dal compimento del proprio progetto. Questo, rafforzato dal fatto che – non costituendo né testata giornalistica né rivista scientifica – l’unico controvalore che possiamo dare ai nostri autori è offrire la nostra rete di contatti nel mondo accademico, para-accademico o sindacale.

Si cercano autori interni con laurea o, in alternativa, esperienza sindacale o lavorativa specializzata, con la volontà di applicarsi nelle loro materie di indirizzo o simili, entro le più varie interpretazioni. Sarebbe auspicabile presentarsi già con un proprio elaborato, ma non deve essere una regola: si fa fede alla democrazia interna al gruppo.

                    Per gli autori esterni, siamo aperti a collaborare con chi si pone di difformità, anche sostanziale, alla nostra linea editoriale, ma disposto a sviluppare uno o più elaborati entro uno o più progetti conformi alla nostra cornice di condotta.

Ulteriori figure da ricercare sono grafici, social media managers, webmasters e webdesigners.