AVVISO AI LETTORI: Per una più ampia esposizione sulla nostra linea di ricerca insoluta piano vs mercato , oltre che per contestualizzare quanto detto in questo articolo, consigliamo anche la lettura della nostra intervista oltre che del nostro articolo su Towards a New Socialism. Rimandiamo inoltre alle prossime pubblicazioni degli atti del convegno del 25 novembre 2025 assieme al collettivo di ricerca Into the Black Box
William Paul Cockshott
Argomenterò le seguenti tesi:
- Il socialismo del ventesimo secolo è stato incapace di progredire verso il comunismo. Questo ha portato alla crisi dell’URSS.
- Il comunismo richiede uno stadio preciso di sviluppo tecnologico.
- Questo stadio è stato raggiunto soltanto agli sgoccioli del ventesimo secolo.
- Ma questo è un problema di capacità tecniche che non può essere compreso nei termini meramente umanistici di ”abbondanza” o di ”regno della necessità”.
Nel corso dell’argomentazione affronterò i fraintendimenti che hanno avuto i sovietici a proposito del comunismo, prima di spostare lo sguardo sulle fasi di transizione che un’economia moderna deve attraversare per raggiungere il comunismo.
1. Che cos’è un modo di produzione
Il Socialismo è un modo di produzione?
La risposta standard, derivata da Stalin, dice che un modo di produzione è l’unione di forze produttive e rapporti di produzione: modo di produzione = forze produttive + rapporti di produzione. Stalin riassume:
Le forze produttive non costituiscono che uno degli aspetti della produzione, uno degli aspetti del modo di produzione, l’aspetto che esprime l’atteggiamento degli uomini verso gli oggetti e le forze della natura, di cui essi si servono per produrre i beni materiali. L’altro aspetto della produzione, l’altro aspetto del modo di produzione, è costituito dai rapporti reciproci degli uomini nel processo della produzione, dai rapporti di produzione tra gli uomini. [19]
L’ortodossia dice questo, ma secondo me è sbagliato.
Un altro significato dell’espressione modo di produzione è, secondo Marx, modo materiale della produzione. Questo modo di produzione, secondo la prefazione di Marx del 1859, condiziona la vita sociale e politica. I rapporti di produzione si limitano ad essere quelli adeguati alle forze produttive.
Nella produzione sociale della loro esistenza, gli uomini entrano in rapporti determinati, necessari, indipendenti dalla loro volontà, in rapporti di produzione che corrispondono a un determinato grado di sviluppo delle loro forze produttive materiali. L’insieme di questi rapporti di produzione costituisce la struttura economica della società, ossia la base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura giuridica e politica e alla quale corrispondono forme determinate della coscienza sociale. Il modo di produzione della vita materiale condiziona, in generale, il processo sociale, politico e spirituale della vita. [12]
Questa concezione era stata espressa da Marx dieci anni prima in questo aforisma:
Il mulino a braccia vi darà la società col signore feudale, e il mulino a vapore la società col capitalista industriale. [11]
In questa concezione la caratteristica essenziale della produzione capitalistica è l’industria meccanica, la produzione per mezzo di macchine (alimentate a vapore). Ma allora dobbiamo fermarci a riflettere: non è anche il socialismo caratterizzato dalla produzione meccanica, dall’uso di forme artificiali di energia? Ci viene in mente Lenin, che espresse la stessa identica idea quando fece la seguente equazione: socialismo = potere ai soviet + elettrificazione.
Ora, visto che la differenza tra energia termica ed elettrica è secondaria, e sappiamo che anche le economie capitalistiche utilizzano l’elettricità, il punto importante è che capitalismo e socialismo condividono lo stesso modo di produzione.
Possiamo riassumere due equazioni che definiscono il modo di produzione:
Modo di produzione capitalistico = industria meccanica
Modo di produzione socialista = industria elettrica.
Quindi il modo di produzione socialista è un sottoinsieme del modo di produzione industriale che usa reti elettriche nazionali. Per questo il primo obiettivo in URSS fu il GOELRO, il progetto di elettrificazione.
Socialismo e capitalismo sono diversi non tanto nel modo di produzione, ma nei rapporti sociali.
Rapporti di produzione capitalistici =
Produzione di merci +
Proprietà privata +
Lavoro salariato +
Anarchia di mercato
Rapporti di produzione socialisti =
Forma merce dei beni di consumo +
Proprietà pubblica +
Lavoro salariato +
Pianificazione
Tra le varie differenze significative abbiamo, in primo luogo, che la produzione socialista può limitare la forma merce al mercato dei beni di consumo. Nel settore pubblico non avvengono cessioni di proprietà, perchè i mezzi di produzione si spostano tra impianti di proprietà dello stato, quindi questo tipo di prodotti non sono merci. In secondo luogo, l’economia socialista sostituisce la proprietà privata con quella pubblica. Terzo, rimpiazza il mercato anarchico con la pianificazione diretta. Queste sono differenze nei rapporti di produzione ma non nel modo di produzione.
2. Marx vs URSS per il comunismo
Marx, nella critica del programma di Gotha, presenta un processo di tre fasi di transizione per il comunismo.
- Capitalismo
- Comunismo, prima fase: niente merci o denaro, niente proprietà privata, pagamenti in scontrini erogati secondo il lavoro fisico svolto. I servizi pubblici sono sovvenzionati da una tassa sui redditi guadagnati col lavoro.
- Comunismo, seconda fase: pagamenti secondo necessità, le famiglie più numerose etc. guadagnano di più.
È da notare che Marx implica l’abolizione del denaro sin dalla prima fase. Inoltre, al contrario dell’opinione divulgata in origine da Bukharin [1], in Marx non si trova menzione dell’idea che tutti i beni saranno distribuiti gratuitamente in un sistema comunista. La distribuzione secondo il bisogno di basa su una valutazione obiettiva del bisogno: la sanità può essere accessibile gratuitamente per coloro che ne hanno bisogno, ma la chirurgia estetica no.
Ora, lasciate che confronti questo schema con l’ortodossia sovietica, derivata a vario titolo dal testo di Bukharin già menzionato e da Stalin [18]. Ancora una volta abbiamo un modello tripartito:
- Capitalismo
- Socialismo: merci e denaro vengono mantenuti, la proprietà viene suddivisa tra stato e cooperative, i pagamenti dei salari avvengono in denaro secondo il lavoro svolto e lo status del lavoro (i lavori maschili sono pagati di più di quelli femminili), la principale rendita dello stato proviene dalla tassazione indiretta sulle vendite e non sui redditi.
- Comunismo: la produzione di merci viene rimpiazzata dal baratto, c’è distribuzione gratuita di molti beni, la proprietà è completamente statale.
Le differenze significative sono che i sovietici identificavano la prima fase del comunismo con qualcosa di molto meno radicale: il socialismo. Dimenticarono che il socialismo era una tendenza ben più vasta del comunismo, e che nel Manifesto Comunista un intero capitolo viene dedicato a spiegare come i comunisti siano diversi dai socialisti. Il socialismo in URSS era essenzialmente rimasto fermo alla versione del 1902 di Karl Kautsky, quando costui era ancora un rivoluzionario. La tesi pretestuosa che un’economia socialista monetaria fosse la stessa cosa di un’economia comunista non monetaria fu una rappresentazione falsata.
3. Perchè l’URSS non ha raggiunto il comunismo?
La base tecnica e materiale del comunismo sarà costruita entro la fine del secondo decennio (1971-80), assicurando un’abbondanza di materiali e di valori culturali per l’intera popolazione; la società sovietica arriverà alla fase in cui poter introdurre il principio della distribuzione secondo il bisogno, e ci sarà una transizione graduale ad una sola forma di proprietà, quella pubblica. In questo modo costruiremo in massima parte una società comunista in URSS. La costruzione della società comunista sarà completamente ultimata nel periodo seguente.
(Programma del CPSU del 1960)
l’URSS nel 1960 era ancora molto ambiziosa. Avevano ancora un cronoprogramma molto ottimista per scavalcare gli USA e in molti settori chiave questo obiettivo fu nei fatti raggiunto. La transizione al comunismo era vista solo in termini di quantità di output, non di cambiamento dei rapporti sociali.
L’elettrificazione era ancora considerato uno sviluppo tecnico chiave: l’elettrificazione, il perno della costruzione economica della società comunista, ha un ruolo nello sviluppo di tutte le branche dell’economia e nell’efficientamento di tutto il progresso tecnologico moderno. Quindi è importante assicurare la priorità nello sviluppo dell’output di energia elettrica. È da notare che non fu posta particolare attenzione alle tecnologie dell’informazione come tecnologia propedeutica al comunismo.
Ma come è andata nei fatti?
Be’, la tabella 1 mostra che negli obiettivi elettrici chiave l’URSS già nel 1990 aveva fatto meglio di quanto i primi paesi capitalisti europei avrebbero fatto un quarto di secolo dopo.
Tabella 1: comparazione dell’energia disponibile in diverse economie tradotta in sforzo umano pro capite. Si dà per assunto che un lavoratore manuale possa produrre 216 kWh all’anno.
| anno | Gwh | lavoro umano equivalente pro capite | |
|---|---|---|---|
| China | 2014 | 5665000 | 19.2 |
| US | 2014 | 4331000 | 63.1 |
| EU | 2014 | 3166000 | 19.7 |
| USSR | 1990 | 1728000 | 27.3 |
| USSR | 1940 | 48000 | 1.2 |
| USSR | 1931 | 8800 | 0.3 |
| Russia | 1913 | 1300 | 0.0 |
| GB | 2014 | 338000 | 24.8 |
| GB | 1907 | 61320 | 7.3 |
Era abbastanza energia per il comunismo?
Che dire della produzione di cibo? Come andò l’URSS per questi obiettivi? Abbastanza bene, secondo la tabella 2.
Tabella 2: confronto dell’output annuale pro capite dei principali cibi proteici tra l’ultimo periodo sovietico, UK, Brasile e USA. Da notare che in tutte le categorie l’URSS ha statistiche migliori. Fonti [14], banche dati FAOSTAT e USDA.
| Anno | Carne (Kg) | Latte (Kg) | Uova (Unità) | |
|---|---|---|---|---|
| USSR | 1988 | 69 | 375 | 299 |
| Brasile | 1988 | 49 | 96 | 163 |
| UK | 1988 | 55 | 265 | 201 |
| USA | 1988 | 58 | ||
| USA | 1990 | 236 | ||
| USA | 1995 | 259 |
Era abbastanza cibo per il comunismo?
Ma la crescita sovietica rallentò. Durante l’era Khrushev veniva data per assodata una crescita esponenziale continua e il comunismo veniva definito come l’ottenimento di una crescita esponenziale. L’assunto della crescita esponenziale non era realistico. La crescita reale non può essere esponenziale a lungo, inizia a rallentare senza scampo.
La crescita reale tende a seguire una curva logistica di questo tipo:

Il comunismo di Khrushev sottovalutò il cambiamento sociale
Nel comunismo non ci saranno classi, e le distinzioni socioeconomiche e culturali e le differenze di condizioni di vita tra campagna e città scompariranno; la campagna si metterà al passo della città nello sviluppo delle forze produttive, nelle forme dei rapporti di produzione, nelle condizioni di vita e nel benessere della popolazione.
(Programma del PCUS del 1960)
Ma il programma non diede misure concrete per abolire classi, denaro e merce. Quando si fece sentire l’impossibilità della crescita continua del 10%, fu percepito come un fallimento del comunismo, dato che il cambiamento sociale non era stato posto al centro. Se la società non stava progredendo, non riusciva a infondere morale al popolo e nei tardi anni 80 i comunisti non riuscirono a resistere alla pressione dell’ideologia capitalista.
4. I teorici borghesi hanno detto che il comunismo è impossibile
Von Mises
Solo il denaro fornisce una base razionale per misurare i costi. Il calcolo in termini di tempo di lavoro è impraticabile per via di milioni di equazioni che bisognerebbe risolvere.
Hayek
Il mercato è come un sistema di telecomunicazioni che scambia informazioni per tenere in piedi l’economia. Solo il mercato può risolvere il problema dell’informazione dispersa.
C’è del vero in questo. Il comunismo di Marx non era ancora possibile nel 1960 per via dei limiti nell’elaborazione delle informazioni. La prima fase del comunismo di Marx prevedeva:
- Niente denaro
- Calcolo in termini di tempo di lavoro e valori d’uso
- Pagamento in crediti di lavoro
Ma computare il contenuto di lavoro di ogni prodotto richiedeva la soluzione di milioni di equazioni. I computer nel 1960 non erano abbastanza potenti. Questo ebbe ripercussioni nel limitare il socialismo sovietico.
Il denaro serviva ancora per il calcolo economico anche nel settore pianificato. C’era un problema di aggregazione nella pianificazione che richiedeva di fissare degli obiettivi monetari. C’era incapacità di manovrare piani disaggregati su tutta l’Unione. Il denaro serviva ancora per il pagamento dei salari. Ma il contante si portava dietro il mercato nero, la corruzione e la pressione a restaurare i rapporti capitalistici.
5. Sviluppo delle forze produttive dal 1960
Ma dal 1960 c’è stata una serie di avanzamenti tecnologici che ci permettono di confutare le vecchie obiezioni all’economia comunista.
Internet
Che ci permette una pianificazione cibernetica in tempo reale e può risolvere il problema dell’informazione dispersa — l’obiezione di Hayek.
Big data
Che ci permettono la concentrazione delle informazioni necessarie alla pianificazione.
Supercomputer
Che possono risolvere milioni di equazioni in pochi secondi — l’obiezione di Von Mises.
Carte elettroniche di pagamento
Che ci permettono di rimpiazzare il contante con crediti di lavoro non trasferibili.
Complessità computazionale
Con quale facilità si possono risolvere milioni di equazioni? Ci sono problemi che diventano computazionalmente intrattabili anche per i computer più grandi. Questo vale anche per la pianificazione economica o l’impiego del lavoro? No. In una serie di articoli Allin Cottrell, Greg Michaelson e io abbiamo mostrato che la complessità di calcolo nel computare il valore del lavoro per un’intera economia con N prodotti aumenta in proporzione Nlog(N).
Questo significa che è altamente trattabile e facilmente risolvibile da computer moderni.
Democrazia diretta
È possibile sfruttare le reti digitali e il voto tramite dispositivi mobili per permettere il controllo democratico diretto delle masse di popolazione sull’economia.
Questo permette di prendere in modo democratico decisioni altamente strategiche, del tipo: quanto lavoro impiegare nell’educazione? Quanto alla sanità, alle pensioni, ai malati? Alla tutela dell’ambiente? Alla difesa nazionale? A nuovi investimenti? Lo si può fare con voto diretto tramite computer o telefoni ogni anno. Abbiamo sviluppato un prototipo di software che permette di aggregare i desideri della popolazione in questo modo.
Equivalenza
Il principio di Marx era che tutti i beni non pubblici dovrebbero essere distribuiti secondo il principio di equivalenza: i beni che ricevi, al netto delle tasse, corrispondono al lavoro svolto. Quindi i prezzi dei beni sono espressi in ore di lavoro.
L’output viene adeguato alle esigenze di consumo con un feedback cibernetico che combina le vendite al piano, come mostrato nella figura 1.

Marx riteneva che il calcolo in termini di tempo di lavoro avrebbe portato una maggiore efficienza. Il sistema dei salari sottovaluta il reale costo sociale del lavoro e comprime l’uso dei macchinari più moderni. La transizione al calcolo comunista condurrà a un uso razionale del tempo di lavoro e a una crescita più rapida della produttività.


Nel mondo capitalista questa legge rallenta di fatto la crescita della produttività del lavoro. La classe capitalista cerca lavoro a basso prezzo, il che frena sistematicamente il progresso tecnico. I capitalisti mostrano una mancanza di volontà cronica ad investire. Gli economisti ortodossi parlano di stagnazione secolare. Potete vederne chiaramente gli effetti nel declino del miglioramento nella produttività del lavoro nelle figure 2 e 3.
6. Stadi di transizione verso la prima fase del comunismo
Il proletariato userà la sua supremazia politica per strappare gradualmente tutto il capitale dalla borghesia, per centralizzare tutti gli strumenti di produzione nelle mani dello stato, ovvero il proletariato organizzato come classe dirigente; e per accrescere le forze produttive il più veloce possibile.
Certo, in prima istanza non lo si potrà ottenere se non stravolgendo dispoticamente il diritto di proprietà e le condizioni borghesi della produzione; con misure economiche, per forza di cose, in apparenza insufficienti e insostenibili, ma che, nel corso di tale movimento, superano se stesse, rendono necessari ulteriori sconvolgimenti del vecchio ordine sociale e sono inevitabili come mezzo per rivoluzionare completamente il modo di produzione. Queste misure saranno, ovviamente, diverse per ogni paese. [13]
Nondimeno, nella maggioranza dei paesi socialisti, le seguenti misure saranno generalmente abbastanza adatte.
Misure immediate
- Si deve fissare l’unità monetaria convertita in ora di lavoro al valore medio prodotto in un’ora.
- Si deve passare dai sussidi statali ricavati dai profitti delle imprese statali a sussidi tratti interamente da una tassazione progressiva sul reddito.
- Si deve creare una legislazione che dia agli impiegati, al netto delle tasse, pieno diritto sul valore creato nell’impresa.
- Bisogna convertire le aziende private residue in cooperative.
- Bisogna sviluppare una rete internet centralizzata che tenga traccia di tutte le compravendite.
- Bisogna ritirare tutto il contante e la moneta e rimpiazzarli con carte elettroniche.
Nella fase preparatoria lo scambio di merci tra imprese esiste ancora, e le transazioni monetarie sono ancora possibili, ma lo sfruttamento viene eliminato. Negli stadi successivi sarebbe appropriato adottare queste misure:
- Eliminare la circolazione privata di denaro, che deve essere usato dai consumatori solo per l’acquisto dei prodotti finiti disponibili in magazzini pubblici.
- Lo scambio di merci tra imprese deve essere rimpiazzato dalla direzione di un piano computerizzato.
- Bisogna uguagliare gli stipendi tra uomini e donne e tra diverse professioni.
Il progresso tecnico è tenuto a freno su scala mondiale dal sistema dei salari. C’è una crescente contraddizione tra i rapporti sociali del capitalismo e il potenziale delle nuove forze produttive. Le nuove tecnologie dell’informazione permettono una transizione diretta a un calcolo comunista. I nuovi rapporti di produzione comunisti aboliranno tutte le differenze di classe e permetteranno la ripresa del progresso tecnico e umanitario.
Bibliografia
[1] Nikola Bukharin. ABC of Communism.
[2] Paul Cockshott and Allin Cottrell. Labour value and socialist economic calculation. Economy and Society, 18(1):71-99, 1989.
[3] Paul Cockshott and Karen Renaud. Extending handivote to handle digital economic decisions. In Proceedings of the 2010 ACM-BCS Visions of Computer Science Conference, page 5. British Computer Society, 2010.
[4] W Paul Cockshott and Allin Cottrell. Economic planning, computers and labor values. conference Karl Marx and the Challenges of the 21st Century, Havana, Cuba, May, pages 5-8, 1999.
[5] W Paul Cockshott and Allin F Cottrell. Information and economics: a critique of Hayek. Research in Political Economy, 16:177-202, 1997.
[6] W Paul Cockshott and Allin F Cottrell. Value, markets and socialism. Science & Society, pages 330-357, 1997.
[7] WP Cockshott and K. Renaud. HandiVote: simple, anonymous, and auditable electronic voting. Journal of information Technology and Politics, 6(1):60-80, 2009.
[8] Allin Cottrell, Paul Cockshott, and Greg Michaelson. Is economic planning hypercomputational? The argument from Cantor diagonalisation. School of Mathematical and Computer Sciences (MACS), Heriot-Watt University Edinburgh, available at: www. macs. hw. ac. uk/ greg/publications/ccm. IJUC07. pdf (accessed December 10, 2008), 2007.
[9] Allin Cottrell, WP Cockshott, and Greg Michaelson. Cantor diagononlalisation and planning. Journal of Unconventional Computing, 5(3-4):223-236, 2009.
[10] Karl Kautsky. The social revolution. CH Kerr, 1902.
[11] Karl Marx. Poverty of philosophy. 1847.
[12] Karl Marx. Preface and Introduction to a Contribution to the Critique of Political Economy. Foreign Languages Press, 1976.
[13] Karl Marx and Friederick Engels. Manifesto of the Communist Party, trans. S. Moore. Moscow: Progress. (First published 1848.), 1977.
[14] Bertram Patrick Pockney. Soviet statistics since 1950. Aldershot (UK) Dartmouth, 1991.
[15] Karen Renaud and WP Cockshott. Electronic plebiscites. 2007.
[16] KV Renaud and WP Cockshott. Handivote: Checks, balances and threat analysis. Submitted for Review, 2009.
[17] M. Salvadori. Karl Kautsky and the socialist revolution, 1880-1938. Verso Books, 1990.
[18] Joseph Stalin. Economic Problems of Socialism in the USSR. Moscow, 1952.
[19] Josif Vissarionovic Stalin. Dialectical and historical materialism. Lawrence & Wishart, 1943.
Traduzione italiana dell’articolo di Paul Cockshott, Big Data and Super-Computers: foundations of Cyber Communism (24 luglio 2017).
