Sergio Bellucci, nel suo libro “E-work” del 2005, analizza come la digitalizzazione ha trasformato radicalmente il lavoro e le relazioni sociali, spostando il focus dalla manualità umana all’automazione e all’informatizzazione. Propone il concetto di taylorismo digitale, dove il lavoro vivo diventa un residuo di un sistema produttivo sempre più automatizzato. Bellucci evidenzia l’emergere del lavoro implicito, una forma di lavoro non riconosciuta, e promuove la necessità di ripensare i modelli di produzione in un contesto di crescente mercificazione del sapere. La crisi del Covid-19 ha accelerato queste dinamiche, richiedendo una nuova consapevolezza.
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